Storia del Saponificio Varesino

Il Saponificio Varesino nasce nel lontano 1945 a Brebbia (VA) vicino alle rive del Lago Maggiore. Attraverso il perfezionamento del metodo artigianale unito alle nuove tecniche di lavorazione, è ancora oggi produttore di ottimi saponi da bucato, da toeletta, in scaglie ed industriali. Conservando ancora l’antico metodo di saponificazione tradizionale marsigliese, patrimonio oramai di sempre più rari saponifici, si distingue ad oggi per la capacità di soddisfare qualsiasi necessità con saponi di base di ottima qualità anche per marchi di clienti terzi.

Nell’immagine che segue, il documento di iscrizione all’Ufficio del Commercio e Industria di Varese a firma del titolare Dante Bardelli:

Il sapone lo fa l’uomo

Esperienza, pazienza, cura nei particolari. Questi sono solo alcuni requisiti che possiede il saponiere, quando la saponificazione non è intesa come un processo chimico, ma una lavorazione ad arte dove gli strumenti elettronici di gestione non sono vitali, poiché è l’uomo che fa il sapone.

Il saper valutare la corretta consistenza della base, per poi testarne il bilanciamento delle materie prime con l’ausilio di una spatola in acciaio, valorizzano l’abilità e l’esperienza del saponiere che crea e lavora artigianalmente ogni singola caldaia da 12.000kg.

L’occhio attento segue ogni singola fase del processo produttivo,  assecondandolo e correggendolo. Si parte dal riempimento della caldaia, alla saponificazione, la cottura, passando ai lavaggi e alla liquidazione, fino ad ottenere il vero e proprio cilindretto di sapone, che valorizza solamente l’abilità dell’uomo, piuttosto che un impianto industriale.

Cofanetti e Incartati a Marchio Saponificio Varesino

Nel 1948 nasce Stella Alpina, un marchio che ancora ad oggi è distribuito e contraddistingue il Saponificio Varesino per la produzione di un sapone per bucato, da gr. 300 e 400, di forma cubica e stampato sui sei lati, che rappresenta sicuramente un pezzo di storia:

Negli anni ’60 prende vita il primo sapone da toeletta a marchio proprio, il Lavender. Segue Velours Paris, nel 1965, che risponde alla richiesta di mercato di saponi con forme più ergonomiche e ricercate. Poco prima del 1980 si aggiunge ai marchi Orchidea, una saponetta da 125 grammi ovale dalle finiture particolari, ancor oggi apprezzata dal mercato nazionale.

Il 2012 è l’anno del marchio SV, che si propone come linea regalo in cofanetti dalle grafiche e profumazioni ricercate, utilizzando la nostra base di sapone 100% vegetale palma/cocco certificata Econat.

Il sapone in Caldaia

Il processo di produzione del sapone in caldaia rappresenta la tradizione artigianale con cui l’uomo crea il sapone da secoli.

Le caldaie sono grossi recipienti in acciaio a sezione circolare, fornite di un fondo di tipo conico per favorire la separazione della sotto liscivia. La loro forma è generalmente tale che diametro ed altezza della parte non conica siano in rapporto 4:5.

Sono fornite di serpentine bucate per poter far gorgogliare il vapore ed avere quindi contemporaneamente un’azione di riscaldamento e di agitazione. Sono previste anche serpentine chiuse, per poter scaldare senza diluire la massa. Sono attrezzate in modo da poter prelevare sia dal fondo del cono che ad un’altezza variabile, in base alla specifica esigenza. Nella caldaia avvengono tutte le lavorazioni che rendono il sapone idoneo alla successiva operazione di essiccamento ed estrusione.

Proprio come nella tradizione, noi produciamo ancora il sapone con questo metodo antico e naturale, che garantisce al prodotto finale una qualità eccellente come capacità detergenti e nel contempo gli conferisce una grande delicatezza sulla pelle, donandole morbidezza ed elasticità.